Chiocciola di Osterie d’Italia 2023 a Ginger-people&food nella prestigiosa guida di Slow Food editore

É arrivata la Chiocciola di Osterie d’Italia…. inaspettata, in un momento per noi molto duro. Tanti sacrifici, tanti errori, tante cadute, ma anche tante soddisfazioni, tantissimo ancora da fare e da migliorare in un territorio difficile e poco aperto ai cambiamenti. Un riconoscimento per un duro lavoro ( non sempre compreso) di rigenerazione umana in una città di frontiera come la nostra.

L’ Accoglienza per il cliente é la parola chiave. E oggi, con questa Chiocciola, possiamo dire che Slow Food ha riconosciuto la ricchezza del processo di meticciato della gastronomia siciliana che non si é mai fermato

Grazie Slow Food Italia e Slow Food Editore per credere in noi, nella nostra proposta gastronomica che guarda al futuro con i piedi ben piantati nel nostro territorio e nelle nostre tradizioni multiculturali.

Ginger con Mareme Cisse a Terra Madre Salone del Gusto 2022

Ci piace condividere con voi la grande emozione che ci accompagna nel partecipare a Terra Madre – Salone del Gusto 2022, a Torino, proprio li dove tutto è iniziato, dove é stato concepito il progetto di Ginger – people&food La nostra Mareme Cisse, infatti, farà parte dei cuochi dell’ Alleanza dei cuochi Slow Food Sicilia che animeranno la cucina dello Stand di SlowFood Sicilia, cui va la nostra gratitudine per la fiducia accordataci.Saremo presenti anche con la nostra Comunità Slow Food Zagara الزهر Agrigento insieme alla quale daremo il nostro contributo per la condivisione di un cibo buono, pulito e giusto per tuttiInfine con Al Kharub coop. sociale presenteremo il progetto Youth&Food insieme a tutti i partner di Torino ed Agrigento Dal 22 al 26 settembre vi aspettiamo a Torino!

Ginger dice addio alle bevande gasate industriali

Da tempo questa era la linea aziendale. Ma troppi bambini ne facevano richiesta e, seppur a malincuore, queste bevande venivano servite.

Adesso la decisione è drastica e irrevocabile. Per tutelare la salute dei nostri clienti ed educare i bambini ad una corretta alimentazione abbiamo deciso di bandire tutte le bevande industriali gasate.

In alternativa proporremo le nostre bevande tradizionali come il Ginger (zenzero, limone e ananas), il Bissap (a base di ibisco rosso, ananas e menta) o altri succhi di frutta confezionati

Con questo vogliamo dare il nostro contributo alla promozione del cibo buono, pulito e giusto nel nostro ristorante

Alleanza con la ristorazione per rilanciare il carciofo spinoso di Menfi

La strategia messa in campo dall’associazione di imprenditori per un prodotto che è presidio Slow Food da dieci anni. Allo studio un distretto regionale

Un’alleanza tra produttori e ristoratori per valorizzare e rilanciare il carciofo spinoso di Menfi, presidio Slow Food e risorsa dell’agricoltura locale cui ora si prova a dare nuova spinta produttiva. Un rilancio che vede impegnati gli imprenditori dell’associazione dei produttori di Spinoso che aderiscono al disciplinare di Slow Food e che puntano molto sulla filiera della ristorazione di media e alta gamma, oltre al consumo quotidiano domestico, come sbocco commerciale. «Si tratta di agricoltori eroici – dice Fabio Di Francesco, di Slow Food Sicilia – perché hanno mantenuto una biodiversità importante presidiano un intero territorio che vuol dire presidiare anche una struttura sociale, economica e di tradizioni. E tanti giovani siciliani devono trovare un’opportunità».

«Il distretto della coltivazione a Menfi del carciofo può oggi contare su oltre 400 ettari a stagione impiegati, di cui una quota (crescente) in biologico – dice Calogero Romano Responsabile del Gruppo dei Produttori dello Spinoso di Menfi – . Le varietà sono differenziate tra quelle a carattere primaziale autunnali che quelle tardive. Le varietà impiantate sono una decina, di cui tre in grandissima parte: violetto e Tema 2000 (inermi) e lo Spinoso di Menfi. Gli ettari di Spinoso certificati sono una decina ma stanno crescendo, grazie ad alcuni accordi con la ristorazione e gruppi di acquisto diretto. Tra i clienti anche Natura Sì. La capacità produttiva di una carciofaia di Spinoso produce in media, nelle migliori stagioni, anche meno della metà delle varietà più produttive. L’epoca di raccolta inizia nell’ultima decade di novembre per concludersi al massimo entro la prima decade di maggio, nelle primavere più piovose».

Il carciofo spinoso può contare su circa 15.000/20.000 capolini per ettaro con una produzione annua di poco più di 200.000 capolini per l’intera produzione commerciabile e trasformabile. Il prezzo medio di un capolino di Spinoso di Menfi per remunerare la produzione non può scendere sotto i 50 e i 60 centesimi ad unità. alcuni produttori lo confezionano in cassette di legno con 25 capolini dichiarando il presidio nel confezionamento anche cellofanato.

Oggi una decina di ristoratori ha inserito stabilmente il carciofo di Menfi nei loro menu: un iniziativa che può senza dubbio dare un sostegno a questo prodotto per il momento veramente di nicchia. Anche se la strategia avviata prevede la creazione di un vero e proprio “distretto” agricolo regionale con l’alleanza con altri territori: da Cerda nel palermitano a Niscemi in provincia di Caltanissetta.Riproduzione riservata

Nino Amadore

https://www.ilsole24ore.com/art/alleanza-la-ristorazione-rilanciare-carciofo-spinoso-di-menfi-AEbz2FYB?refresh_ce=1

Youth&Food: con Slow Food inclusione e interazione attaverso il cibo per 60 minori stranieri ad Agrigento e Torino

Vengono dal Benin e dal Mali, dal Pakistan, dal Senegal e dal Maghreb, hanno tra i 17 e i 19 anni, il bagaglio pesante di chi ne ha già viste tante e la luce di chi comunque ancora crede di avere una chance di realizzare il proprio sogno attraverso il cibo, imparando un mestiere, inserendosi in una nuova comunità, raccontando una storia, la propria, a chi vorrà ascoltarla. 

Sono i primi 30 giovani, ragazze e ragazzi, che partecipano al percorso di inclusione sociale, lavorativa e abitativa previsto dal progetto Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Messo a punto da Slow Food, il progetto si svolge nell’arco di tre anni e coinvolgerà in tutto 60 minori stranieri non accompagnati nelle città di Agrigento e Torino, grazie alla collaborazione con Al Kharub cooperativa sociale, Sanitaria Delfino Società Cooperativa Sociale, Coop.Meeting Service Catering, Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (AMMI), Comune di Torino, Servizio VIII – Centro per l’Impiego di Agrigento, C.P.I.A. di Agrigento.

In questi giorni in cui il nostro sguardo è rivolto al vicino Est, l’avvio delle attività del progetto ci riporta a una realtà che da anni passa sotto i nostri occhi ormai quasi inosservata, quella dei minori che arrivano in Italia non accompagnati, che stando ai dati del 31 dicembre 2021 della Direzione Generale dell’Immigrazione del ministero del Lavoro, sono 12.284, il 73,5% in più rispetto all’anno precedente. 

Il progetto Youth & Food si divide in più fasi che prevedono un modulo di formazione – dai corsi di italiano alle nozioni sui diritti dei lavoratori, dall’apicoltura alla cucina internazionale – un periodo di stage, la creazione di start up in ambito agricolo e gastronomico e l’indipendenza abitativa.

Le api, l’innesto e i diritti dei lavoratori per contrastare il caporalato ad Agrigento

Ad Agrigento i ragazzi sono 15 e arrivano principalmente dal Benin e dal Mali: «Alcuni hanno già una competenza acquisita nel loro paese, come Rachid che in Benin faceva l’apicoltore e che probabilmente sarà uno dei primi a trovare uno sbocco lavorativo. Nel gruppo c’è anche un ragazzo che presenta disturbi del comportamento a causa dei forti traumi che ha subito in Libia» racconta Carmelo Roccaro della cooperativa Al Kharub che segue Youth & Food ad Agrigento.

I giovani studenti sono molto curiosi, chiedono soprattutto quali prospettive lavorative li aspettano. «Stiamo approfittando di questi giorni di Ramadan per far affiatare il gruppo e fargli conoscere la città e il paesaggio intorno: i ragazzi parlano inglese, francese o arabo e per fortuna il nostro mediatore tunisino conosce tutte e tre le lingue. C’è anche un ragazzo del Bangladesh che non parla nessuna delle tre lingue, e quindi lo seguiamo in maniera particolare. Partiremo a maggio con il corso di cucina, poi attiveremo anche due moduli di apicoltura, per imparare a gestire le api e fare il miele ma anche per costruire i telaini e riparare le arnie. Un’altra competenza molto richiesta in agricoltura è quella della potatura e dell’innesto: su questo lavoreremo molto».

I ragazzi si presenteranno nelle aziende agricole per i tirocini e l’inserimento lavorativo con una competenza che potranno spendere nel proprio curriculum e saranno accompagnati dagli operatori impegnati nel progetto: «Nel nostro percorso cercheremo di trasmettere alcune nozioni di diritto dei lavoratori affinché i ragazzi possano riconoscere e tenersi alla larga dai pericoli dello sfruttamento e del caporalato e vivere sempre liberamente il proprio lavoro e la propria vita» continua Carmelo.

La scuola per mediatori gastronomici di Torino e le ricette del cuore per imparare l’Italiano

A Torino, dove sono stati selezionati 16 ragazzi, perlopiù provenienti da Pakistan, Senegal e Maghreb, e una ragazza dalla Somalia, il progetto è partito da poco: «Abbiamo messo in piedi una vera e propria scuola per mediatori gastronomici. A ogni ragazzo abbiamo chiesto una ricetta del cuore. A partire da queste abbiamo lavorato sull’Italiano: come si scrive una ricetta, quali verbi usare, le unità di misura… Abbiamo coinvolto un cuoco di ciascun Paese che ha preparato i piatti indicati dai giovani e ha insegnato loro a replicarli. È stato un momento molto particolare perché la maggior parte non mangiava il proprio piatto del cuore da quando ha lasciato il paese d’origine» racconta Stefano Di Polito che con la Cooperativa Meeting Service, che ha seguito le fasi di avvio del progetto nelle cucine attrezzate per la formazione professionale delle Fonderie Ozanam di Torino.

Un vero e proprio corso di cucina internazionale che nasce dall’orgoglio della propria provenienza e dalle emozioni che un cibo può suscitare. E così i ragazzi senegalesi hanno riassaggiato e imparato a cucinare il thiebou dien i pakistani hanno richiesto il biryani, mentre i maghrebini hanno raccontato le varianti del couscous. «Non appena finirà il Ramadan ricominceremo con i corsi di cucina internazionale e italiana, accanto alle più classiche lezioni di panetteria e pasticceria, propedeutiche a trovare un tirocinio. I tutor sono selezionati tra giovani nati e cresciuti in Italia ma dello stesso paese di origine dei ragazzi, che è anche un bel modo di far vivere la Torino multietnica. E poi, una sorpresa per chi vorrà seguirci: stiamo pensando a eventi gastronomici e servizi innovativi, in cui i protagonisti sono gli stessi ragazzi, per garantire la sostenibilità economica delle attività». 

«Il nostro obiettivo è garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutti, dove il nostro “per tutti” comprende anche i più fragili, come i cittadini migranti e i minori in particolare. Sono gli ultimi: vittime della bugia della crescita infinita, che nutre ingiustizia sociale, iniquità ed esclusione. Attraverso questo progetto vogliamo delineare una narrazione di aggregazione, riscatto, dignità, a partire da un soggetto potente: il cibo» dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

«Per rendere sostenibile l’inclusione sociale è fondamentale assicurare l’inserimento lavorativo attraverso i tirocini e la nascita di start up grazie alle quali i ragazzi collaboreranno con le realtà del territorio e metteranno alla prova la propria creatività» sottolinea Abderrahmane Amajou, coordinatore della Rete Migranti di Slow Food e referente di Youth & Food. «Si tratta di ragazzi giovanissimi a cui manca l’affetto dei familiari. Ci auguriamo che, proprio grazie alle relazioni che i ragazzi stabiliranno, possano trovare una nuova famiglia sociale che li accolga e li faccia sentire parte di una comunità».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

Ginger riapre martedì 22 marzo

Dopo oltre 4 mesi di chiusura forzata, pur non avendo ancora risolto completamente i problemi, con tutta la nostra forza di volontà e determinazione siamo in condizione di potervi riaccogliere adeguatamente, sperando che tutto possa essere sistemato nel più breve tempo possibile

Ginger i back!!

Al Kharub con Slow Food nel progetto Youth&Food finanziato da Con I Bambini

di slowfood

Si chiama Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione, si rivolge a sessanta giovani migranti tra i 17 e i 21 anni, coinvolge due regioni (il Piemonte e la Sicilia) e ha l’obiettivo di favorire la crescita inclusiva di giovani donne e uomini stranieri in Italia promuovendo il cibo come veicolo di integrazione, di crescita economica, di occupazione e di sviluppo sociale.

Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è stato messo a punto da Slow Food in collaborazione con Al Kharub cooperativa sociale, Sanitaria Delfino Società Cooperativa Sociale, Coop.Meeting Service Catering, Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (AMMI), Comune di Torino, Servizio VIII – Centro per l’Impiego di Agrigento, C.P.I.A. di Agrigento.
La proposta nasce dalla consapevolezza che è oggi necessario più che mai intervenire per sostenere l’inclusione sociale, lavorativa e abitativa dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) che in Italia, stando ai dati di agosto 2020, sono 5.540 (di cui il 95,8% maschi).

La chiave di volta del progetto è il cibo, un linguaggio universale che storicamente rappresenta un veicolo di integrazione, di crescita economica, di occupazione e di sviluppo sociale. L’alimentazione e la cultura gastronomica diventano quindi lo strumento attraverso il quale sviluppare percorsi di inclusione lavorativa (grazie ai momenti formativi nell’ambito della produzione e nel settore della ristorazione) e sociale, intesa come mezzo di dialogo e conoscenza reciproca.

Tra gli scopi del progetto Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione c’è inoltre l’indipendenza abitativa: le ragazze e i ragazzi selezionati, grazie all’autonomia che man mano sapranno guadagnarsi, verranno accompagnati nella ricerca di soluzioni di accoglienza e cohousing. Le competenze sviluppate dai giovani attraverso i percorsi di educazione previsti, infine, genereranno progetti imprenditoriali che proseguiranno anche oltre il termine del progetto Youth & Food – Il cibo veicolo di inclusione.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

Vi presentiamo i Where The Foodies Go in visita ad Agrigento lungo la Via del Couscous di Sicilia

E’ un grande piacere presentarvi questi nostri due amici, che abbiamo conosciuto quest’estate in occasione di una loro inaspettata e graditissima visita gastronomica per gustare i nostro couscous .

Lei è Alessia, lui è Fabrizio, simpaticissimi, in siciliano si direbbe dei “granni gargiuti” ossia grandi golosi che girano il Paese e il mondo in cerca di buon cibo e ce lo raccontano a modo loro.

Questo è il loro video, nel loro viaggio lungo la Via del Couscous di Sicilia.

5 anni di Ginger-people&food con FOODxMUSIC :Cena concerto con Giulia Militello ed Emilio Garofalo

Anche quest’anno, un anno particolare e difficile, insieme ai 10 anni della nostra cooperativa sociale Al Kharub, festeggiamo il nostro compleanno. Martedì 24 agosto dalle ore 20,00 saranno 5 Anni con Ginger-people&food

Per l’occasione ci piace offrirvi questa Cena Concerto, nell’ambito della nostra rassegna FOODxMUSIC , in compagnia di due giovani ed eccezionali musicisti:

Giulia Militello: voce

Emilio Garofalo: chitarra acustica

Grazie a tutti voi per averci consentito di essere ancora qui per potervi offrire il meglio della nostra cucina

FoodxMusic per l’estate/autunno 2021

Dal 22 giugno 2021, tutti i martedì da Ginger – people&food

La pandemia ha duramente colpito ristoratori ed artisti. Per questo motivo abbiamo voluto pensare di contribuire anche al rilancio dei musicisti che non hanno potuto esibirsi negi ultimi mesiEcco quindi Food x Music, cibo e cultura, cibo e musica per corpo e spirito.

Ogni martedì, inshallah, artisti proporranno la loro musica durante la cena. La nostra clientela è abituata a coniugare il piacere della convivialità con il rispetto dell’ascolto.

Primo appuntamento con il quartetto Carmelo Salemi-tromba; Marco Grillo-chitarra; Riccardo Lo Bue- contrabbasso; Gaetano Presti-batteria

Cena sempre su prenotazione, nel rispetto del misure anti-covid19

Tel 0922596151